o0O Sono un Girasole O0o
...e quello che vorrei dirti di più bello non te l'ho ancora detto...

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Testarda.Sarcastica.Sorridente.Lontana.Glam Stylist

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Il sole che mi aspetta alla mattina.Il mare.Camminare da sola nel bosco.Essere abbracciata.La musica e quello che significa.Leggere e studiare.

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Si odiano gli altri, perchè si odia se stessi. [Cesare Pavese, "Il mestiere di vivere"]

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Il più bello dei mari è quello che non navigammo. Il piu' bello dei nostri figli non è ancora cresciuto. I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti. E quello che vorrei dirti di più bello non te l'ho ancora detto.

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mercoledì, 29 ottobre 2008 - In: musica, politica
la canzone del maggio


Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre Millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credervi assolti
siete lo stesso coinvolti.

Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le pantere
ci mordevano il sedere
lasciandoci in buonafede
massacrare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c'eravate.

E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le "verità" della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se credete ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.


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mercoledì, 29 ottobre 2008 - In: politica, università
io la penso così


Incollo un commento che ho lasciato su un altro blog. Repetita iuvant.

Ahimè, l'adolescenza l'ho finita da un bel po'. Vivo fuori casa da tre anni e studio fisica all'università di Pisa con buoni risultati, quindi il mio cervello non è di certo in miniatura. Studio fisica medica: hai presente quei macchinari che permettono di diagnosticare tumori (PET, SPECT, mammografi ecc..), diagnosticare patologie (raggi X, ECG, EEC ecc...) e curare malattie (radioterapia ecc)? Ecco, io studio come svilupparle e farle funzionare. Peccato che me ne andrò via dall'Italia, come molti miei altri compagni di università, perchè qui non avrei futuro, mentre all'estero mi pagherebbero un sacco di soldi. Quando tutti quelli che ora acclamano la riforma avranno una qualsivoglia malattia e gli strumenti diagnostici scarseggeranno e saranno mal tarati, impedendo così il riconoscimento della malattia, pensino a questa legge e a tutto il bene che ha fatto all'Italia.
Sono scesa in piazza a fianco di professori di fama mondiale, ho uno striscione alla finestra che ricorda al mondo il mio no alla legge e il mio si all'università pubblica. Credo che ogni città, ogni studente, ogni professore dovrebbe mobilitarsi: distribuire volantini, organizzare manifestazioni e lezioni in piazza, appendere striscioni, parlare con i propri conoscenti di ciò che sta accadendo.
Fra poco l'Italia sarà l'ultima ruota del carro. Mi dispiace ricordare agli economisti che avranno poco su cui far economia, se smetterà la ricerca e lo sviluppo: quindi che non si nascondano dietro un dito. Il tempo è poco, ma la rabbia è tanta: ora ci sarà il referendum, bisogna fare una massiccia campagna informativa e abrogare questo schifo.



Scribacchiato da unsognodimare
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martedì, 28 ottobre 2008 - In: politica, università
no alla legge 133


F.A.Q.
(frequently asked question)
domande ricorrenti su una legge e su una mobilitazione


- no alla legge 133 -

Contro cosa protestate, esattamente?
Protestiamo contro una legge dello stato, la 133/2008, approvata il 6 agosto 2008 come conversione in legge di un decreto presentato il 25 giugno.
In particolare, non accettiamo i contenuti degli articoli 16, 64, 66, che:
- introducono la facoltà di trasformazione delle università in fondazioni di diritto privato, sulla base della sola delibera dei Senati accademici, e con particolari agevolazioni sui trasferimenti immobiliari
- riducono di 1441 milioni di euro il Fondo di Finanziamento Ordinario dell'università
- vincolano le stabilizzazioni del personale a tempo indeterminato al 20% delle unita' cessate (pensionamenti) l'anno precedente (blocco del turn-over)
Al seguente indirizzo e' riportata una lettura piu' dettagliata della norma in questione, ad opera degli studenti di Pisa che lavorano presso il Polo Carmignani Occupato:
http://133.anche.no/wp-content/uploads/2008/10/dossier-1331.pdf

Ce l'avete con Tremonti, Gelmini, Berlusconi, il sistema o cos'altro?
Giulio Tremonti e' l'autore della norma, di natura finanziaria, oggetto della protesta.
Il ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, Mariastella Gelmini, pecca di non difendere da tagli secondo noi ingiustificati i settori di interesse del suo ministero. In piu' non da' ascolto alla contestazione insinuando scarsa informazione e partecipazione tra noi studenti, e giustifica con ragionamenti fumosi i provvedimenti del ministro del tesoro.
Silvio Berlusconi e' simbolo dell'esecutivo che opera queste trasformazioni in modo autoritario (con lo strumento del decreto), ed ignora la protesta suggerendo di stroncarla con l'ausilio della forza pubblica.
Anche Renato Brunetta, dalla sua posizione di ministro dell'innovazione e delle pubbliche amministrazioni [??], ha un suo ruolo nel definire la posizione del governo sull'universita': crede che stabilizzare i precari della ricerca sia come ucciderli!

Il governo dice che non siete informati. Ha ragione?
Abbiamo passato settimane a leggere la legge, i bilanci, le statistiche riguardanti l'universita' oggi e le trasformazioni imposte. Sono poco informati i parlamentari o gli esponenti del governo che, invece, usano come scusa informazioni ottenute esclusivamente da fonti giornalistiche, come la falsa notizia sull'esistenza di 37 corsi di laurea con 1 studente (equivoco dovuto al fatto che nelle tabelle ministeriali '1' equivale a dato non pervenuto!), peraltro poco inerente alla questione della 133.
Inoltre, come ad esempio in un intervista al Corriere della Sera del 27 ottobre, il ministro Gelmini cerca di viziare essa stessa l'informazione: "per l'università il 2009 non prevede particolari tagli". E' vero, non sono particolarmente grossi, ma noi la legge l'abbiamo letta, e sappiamo che dal 2010 in poi aumentano sostanzialmente!

Il governo dice che non tutti manifestano, e che quindi solo una minoranza appoggia la protesta. Sono tutti indifferenti o contrari alla protesta?
A queste scuse arroganti con cui veniamo ignorati rispondiamo invitando a leggere il sondaggio Demos & Pi svolto nei giorni 21-23 ottobre, riportato all'indirizzo http://www.demos.it/2008/pdf/scuola_27_10.pdf
In particolare alle proteste degli ultimi giorni
- il 5,7% ha partecipato;
- il 49,4% non ha partecipato ma e' d'accordo;
- il 38,4% non ha partecipato e non e' d'accordo.

Le vostre ragioni sono state dettate dalla sinistra? Dal PD?
Il nostro movimento e' nato spontaneamente, dapprima nelle singole facolta' e poi in un moto comune nato da un'assemblea di ateneo svoltasi, per ragioni di spazio, in Piazza dei Cavalieri. Le informazioni le abbiamo ottenute di prima mano, dai siti istituzionali delle camere, poiche' nelle prime fasi stampa e partiti non erano attivi sull'argomento.
Moltissimi di noi, indipendentemente dalla propria appartenenza politica, hanno partecipato alle mobilitazioni mossi dall'intimo bisogno di fare qualcosa contro una legge che e' stata letta, senza bisogno di mediazioni, come un'atto di distruzione dell'universita' pubblica, che sentiamo appartenerci.
Alcuni partiti e sindacati hanno appoggiato dall'esterno la nostra protesta ma non hanno direttamente collaborato alle nostre iniziative. L'impressione e', in effetti, che siano stati richamati sull'argomento proprio dalla nostra contestazione.
Come scrive Lucia Annunziata su La Stampa di lunedi' 27 ottobre, anche la manifestazione nazionale indetta dal Partito Democratico non era partecipata dagli studenti, ma solo da alcuni singoli tra essi "mescolati, senza insegne, tra i genitori e gli insegnanti". "Per uno studente intervistato da l'Unita': la politica e' un 'cappello', senza distinzioni, non piu' un aiuto naturale per chi protesta, ma addirittura un ostacolo".

Cosa c'entrate con le elementari? E con le medie superiori?
Genitori e personale della scuola di primo grado protestano contro un altro provvedimento del governo, in fase di ratifica parlamentare, che, all'interno di una poco sostanziale riforma, taglia personale e fondi per 8 miliardi alla prima fascia dell'istruzione pubblica.
Le proteste sono congiunte perche' si ravvisa un attacco simultaneo e verticale a tutto il sistema pubblico dell'istruzione!
Gli studenti delle scuole di secondo grado partecipano alla mobilitazione poiche' il problema dell'universita' intacca il loro futuro prossimo.

Non pensate che, in periodo di crisi, e' bene che tutti i settori perdano qualche finanziamento?
Al contrario, crediamo che quando l'economia ristagna, solo l'innovazione e la ricerca possono dare un'impulso decisivo per stimolare la ripresa: è proprio in questi tempi che gli investimenti nella ricerca dovrebbero essere aumentati!

Non pensate che il sistema universitario attuale sia cosi' corrotto da meritare i tagli?
Le componenti studentesche hanno sempre denunciato storture nell'amministrazione di bilancio delle universita'. Di tutti i vizi accumulati negli anni siamo stati e rimaniamo a conoscenza.
Tuttavia un sistema in difficolta' necessita di una riforma, e la legge 133 non lo e'. La legge semplicemente toglie fondi e personale all'universita', a tutti i settori indiscriminatamente: il che e' ben diverso da una redistribuzione, fosse anche basata sul merito.
Se il discorso fosse fatto sul sitema sanitario, anch'esso coinvlto in scandali negli ultimi anni, credete che la soluzione sarebbe privarsi definitivamente della sanita' pubblica, o comunque lesionarla gravemente con tagli di questa entita'?
Se il discorso fosse fatto sulle vostre famiglie, eliminereste indiscriminatamente parti funzionanti della vostra casa sol perche' la lavatrice non funziona?

Il blocco della didattica non e' un modo per i docenti di darvi la spalla in modo comodo?
I blocchi della didattica che hanno segnato le prime fasi della protesta sono stati utili a diffondere tramite iniziative ed assemblee l'informazione tra gli studenti, le altre componenti dell'universita' e del paese.
Un altro obiettivo di un provvedimento di questo genere sarebbe il risalto mediatico che avrebbero avuto piu' facolta' simultaneamente in blocco, in paralisi: una situazione che il governo non avrebbe potuto ignorare.
Ai docenti non e' stato chiesto il blocco come un atto di fiducia o di appoggio. Essi sono stati invitati a partecipare alle iniziative e a proporne di nuove, come solo alcuni hanno fatto; ma specialmente si e' chiesto che il blocco, per rappresentare un forte segnale politico, fosse corredato da uno sciopero.

Non cercate il sostegno delle istituzioni?

Dall'inizio della nostra mobilitazione noi studenti, insieme ai ricercatori precari e al personale tecnico amministrativo, abbiamo chiesto ai docenti strutturati di prendere posizione all'interno degli organi collegiali. I consigli di Facolta' e il Senato accademico convocati in seguito hanno tutti dichiarato la contrarieta' alla legge, o almeno in alcuni suoi punti, ma non hanno abbandonato il linguaggio diplomatico e non hanno accolto le richieste di atti forti e simbolici, come la minaccia di dimissioni dei presidi prima e del rettore poi, da estendere in seno alla CRUI.
La nostra mobilitazione va comunque avanti per strade parallele, ed abbiamo l'appoggio di singoli elementi del personale strutturato. Speriamo tuttora che gli organi utilizzino gli strumenti forti a loro disposizione per sbloccare la situazione sul ramo istituzionale.

Cosa potete fare, in sostanza?

Da un mese ormai lanciamo iniziative per sensibilizzare e informare la cittadinanza (lezioni in piazza, manifestazioni, ...), anche con azioni rappresentative di blocco (presidio in stazione, astensione dagli acquisti), per mostrare l'importanza degli studenti e delle universita' nel tessuto economico e sociale delle citta' e del paese.
Tavoli di lavoro partecipati da esperti in legge stanno valutando strade percorribili di opposizione giuridica, dalla legge di iniziativa popolare all'ipotesi di incostituzionalita' da far emergere in eventuali fasi di giudizio.


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martedì, 28 ottobre 2008 - In: vita
adesso


Che cosa faccio adesso? Ora studio e seguo lezioni. Ora vado in palestra, cucino e faccio lavatrici. Ora leggo i libri in francese, vado in giro nei posti che una volta erano nuovi e ora sono sempre i soliti posti. Mi sono ritrovata a piangere cantando La Canzone del Maggio di De Andrè.

Sono passata davanti a un liceo occupato oggi pomeriggio: sono passata davanti al mio passato, ai compagni di classe che avevo e non avrò mai più, al suono lacerante dell’ultima campanella del liceo, ai compiti in classe, ai professori e a casa mia. Tremo al solo pensiero che fra due anni e mezzo sarà finita la rassicurante via di mezzo fra l’essere bambini e l’essere adulti. Sorrido quando penso a come agognavo la laurea, e ora non vedo l’ora che il tempo torni indietro, anche se non può farlo.



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venerdì, 17 ottobre 2008 - In: università
le leggi contestate


Il provvedimento "ammazza precari" degli enti di ricerca. Il tourbillon Gelmini tocca anche le università e gli enti di ricerca dove la protesta ha già dato luogo ad occupazioni e manifestazioni che vedono gomito a gomito studenti e professori. In base a un disegno di legge, già approvato dalla Camera, che contiene una norma sulla stabilizzazione dei precari, 60 mila cervelli nostrani che fino ad oggi hanno lavorato presso università ed enti di ricerca rischiano di vedere andare in fumo i loro sogni. Se gli enti da cui dipendono non riusciranno a stabilizzarli entro il 30 giugno 2009 dovranno trovarsi un'altra sistemazione: magari all'estero.

La privatizzazione delle università. La coppia Tremonti-Gelmini, secondo studenti e mondo accademico, ha messo al collo degli atenei un autentico nodo scorsoio che li metterà nelle mani dei privati. Il decreto-legge 112 prevede la riduzione annuale, fino al 2013, del Fondo di finanziamento ordinario e un taglio del 46 per cento sulle spese di funzionamento. Un combinato che farà mancare l'ossigeno agli atenei e li costringerà, anche attraverso la trasformazione in Fondazioni, a cercare capitali privati.

Il turn over "col contagocce". Ogni cinque professori universitari che andranno nei prossimi anni in pensione gli atenei potranno assumere un solo ricercatore. Quella di entrare stabilmente nel mondo universitario, per migliaia di precari già in forze presso gli atenei, diventa un autentico miraggio. Per questo gli studenti dell'Unione degli universitari hanno coniato lo slogan "sorridi ... se ci riesci".


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venerdì, 17 ottobre 2008 - In: università
le leggi contestate


Il provvedimento "ammazza precari" degli enti di ricerca. Il tourbillon Gelmini tocca anche le università e gli enti di ricerca dove la protesta ha già dato luogo ad occupazioni e manifestazioni che vedono gomito a gomito studenti e professori. In base a un disegno di legge, già approvato dalla Camera, che contiene una norma sulla stabilizzazione dei precari, 60 mila cervelli nostrani che fino ad oggi hanno lavorato presso università ed enti di ricerca rischiano di vedere andare in fumo i loro sogni. Se gli enti da cui dipendono non riusciranno a stabilizzarli entro il 30 giugno 2009 dovranno trovarsi un'altra sistemazione: magari all'estero.

La privatizzazione delle università. La coppia Tremonti-Gelmini, secondo studenti e mondo accademico, ha messo al collo degli atenei un autentico nodo scorsoio che li metterà nelle mani dei privati. Il decreto-legge 112 prevede la riduzione annuale, fino al 2013, del Fondo di finanziamento ordinario e un taglio del 46 per cento sulle spese di funzionamento. Un combinato che farà mancare l'ossigeno agli atenei e li costringerà, anche attraverso la trasformazione in Fondazioni, a cercare capitali privati.

Il turn over "col contagocce". Ogni cinque professori universitari che andranno nei prossimi anni in pensione gli atenei potranno assumere un solo ricercatore. Quella di entrare stabilmente nel mondo universitario, per migliaia di precari già in forze presso gli atenei, diventa un autentico miraggio. Per questo gli studenti dell'Unione degli universitari hanno coniato lo slogan "sorridi ... se ci riesci".


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venerdì, 17 ottobre 2008 - In: università
lezione in piazza dei miracoli


Io non dico niente, ma guardate che MERAVIGLIA.

http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/scuola/foto-studenti-7/10.html



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martedì, 14 ottobre 2008 - In: università
mi incazzo anche io, nel mio piccolo


Sarà che questo è un periodo un po' sul rivoluzionario andante, ma non mi rendo bene conto del tempo che passa. se passa veloce o lento. se tra poco ci sono esami o se posso comodamente svaccarmi sul divano o spaccarmi di palestra per buttare giù quei chiletti risoluti dal mio girovita. non so bene che fare e che non fare. comunque

GIOVANI UNIVERSITARI ITALIANI spacchiamo le balle al parlamento, manifestate occupate volantinate ecc ecc.

e se abitate a Milano uccidete quegli stronzi di merda della BOCCONI e della LUISS che stanno diventando il baluardo della politica universitaria filogovernativa.

quella puttana della Gelmini qua a Pisa è scappata via e alla Luiss chiacchiera come niente fosse? Ma andate affanculo.

Perchè quando voi economisti e giuristi del mio bel cazzo vi ritroverete in un paese pieno di avvocati e di manager rampanti, ma senza uno stronzo che fa ricerca nelle vostre aziende, andate a chiedere alla Gelmini e a Tremonti dove sono andati tutti i ragazzi che hanno preso lauree serie. Ma vaffanculo va. Danimarca, arriverò!!!



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domenica, 12 ottobre 2008 - In: università
proteste a pisa


NO 133 - Corteo sui lungarni da Tiziano87.

 

NO 133 - Morte dell'università pubblica da Tiziano87.

 

NO 133 - Enterogelmini da Tiziano87.

 

NO 133 - Piazza cavalieri da Tiziano87.



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venerdì, 10 ottobre 2008 - In: politica, università
dl 133


Fate girare questa lettera!
Inviatela ai contatti,mettetela sul blog,sui facebook...insomma ovunque possa essere letta!
 
L'università vi ringrazia.
 
 
******

Cari studenti, ricercatori, docenti e dipendenti delle università d'Italia,

A Pisa la legge 133 del ministro Tremonti (che taglia in tre anni del 20% i fondi alle università, blocca al 20% il turn-over, e del tutto le stabilizzazioni avviate negli anni passati), oltre che altre disposizioni del governo nella stessa linea politica (la chiusura delle SISS, la riforma della scuola), non sono passate inosservate come è successo per la stampa nazionale, e tutti i componenti dell'Università stanno organizzando la protesta.

Mercoledì 8 ottobre, si è svolta l'Assemblea generale di Ateneo, indetta da studenti, precari e tecnici amministrativi, inizialmente prevista presso un polo didattico (Polo Carmignani), e poi spostata in Piazza dei Cavalieri vista l'enorme ed inaspettata affluenza (fino a tre migliaia di persone)

Dopo una serie di interventi volti a contestare dalle fondamenta la legge Tremonti, l'assemblea si è indirizzata all'individuazione di forme di mobilitazione. Un'unità di fondo ha caratterizzato questa fase della discussione, ed è emersa la necessità urgente di bloccare con ogni mezzo il Dl Tremonti.

L'assemblea ha deliberato forme di protesta diverse ma convergenti, dal blocco della didattica a vari scioperi del personale tecnico-amministrativo e precario. Ma non si è fermata a ciò: ha infatti ritenuto di dover dare un segnale forte e immediato, decidendo l'occupazione della sala stampa del rettorato e del Polo didattico Carmignani.

La nostra protesta parte dal basso, senza sigle o quadri istituzionali; lo studente come tale è il suo soggetto politico.
E la protesta si è allargata anche ai quadri istituzionali, vedendo l'appoggio formale della facoltà di Scienze, e forme di protesta differenti (come il ritiro della disponibilità allo svolgimento dell'attività didattica non obbligatoria da lunedì e per una settimana) delle facoltà di Ingegneria e Lettere, e la stessa Scienze. Altri consigli staordinari si svolgeranno nei prossimi giorni.
Riteniamo con il nostro atto di poter collegare la protesta pisana a tutta Italia, sfruttando il ribollire di mobilitazioni in molte altre città universitarie.

E qui viene la nostra richiesta:

Moblitiamoci tutti, uniamo le forze!
Informate gli studenti e tutti coloro che sono, a vario titolo, parte delle vostre università. E dalle vostre assemblee fate partire azioni di protesta negli atenei e nelle facoltà.

Si auspica la partecipazione più ampia...Non abbiamo più tempo! Dobbiamo riconquistare il futuro che il dl Tremonti ci ha tolto!!



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