poesia | o0O Sono un Girasole O0o
...e quello che vorrei dirti di più bello non te l'ho ancora detto...

Me
come sono
Testarda.Sarcastica.Sorridente.Lontana.Glam Stylist

Love
cosa amo
Il sole che mi aspetta alla mattina.Il mare.Camminare da sola nel bosco.Essere abbracciata.La musica e quello che significa.Leggere e studiare.

Hate
cosa odio
Si odiano gli altri, perchè si odia se stessi. [Cesare Pavese, "Il mestiere di vivere"]

Music
cosa ascolto
afterhours, subsonica, de andrè, guccini, modena city ramblers, chemical brothers, bandabardò, baustelle, negramaro, linea 77, carmen consoli, bersani, system of a down, motel connection, ska p, wolfmother

Books
cosa leggo
allende, baricco, ammaniti, bergman, welsh, marquez, neruda, tolstoj, feynman

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cosa desidero
laurearmi
farmi un tatuaggio
vivere per i fatti miei
concerto dei Subsonica

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Qua e là...
(c) FallenAngel90


I am the Natural Number
e

I go with the flow

_

what number are you?

this quiz by orsa
Ù Kor@Ù Creato da lisa roweCreato da lisa roweGlam StylistFairy91href="http://glamstylist.splinder.com/">Enyl88Enyl88Enyl88Enyl88Enyl88Enyl88
You Are 36% Evil
A bit of evil lurks in your heart, but you hide it well.
In some ways, you are the most dangerous kind of evil.
How Evil Are You?
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i controlli sono l'unica difesa
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Il più bello dei mari è quello che non navigammo. Il piu' bello dei nostri figli non è ancora cresciuto. I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti. E quello che vorrei dirti di più bello non te l'ho ancora detto.

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venerdì, 07 marzo 2008 - In: poesia
di dannunziana memoria


piove

sui pini di fronte alla mia finestra

piove

su questo schifo di inquinamento che c'è in città

piove

sulla coda di macchine che non si ferma un secondo

piove

su di me che vado in palestra

piove

sul sellino della mia bici, che lascia sul mio didietro una graziosa forma a cuore

pioverà

su di me che vado a fare la spesa.

vacca eva, vacca eva.



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giovedì, 18 ottobre 2007 - In: poesia, amore, vita, amicizia, auguri
speranza


Che tu sia coraggiosa come la sabbia del mare
che non teme le onde che avanzano per ricoprirla,
che tu abbia la fede di coloro che lottano per vincere,
la speranza di coloro che assumono il presente per costruire il futuro,
l'amore di coloro che non temono la morte,
perchè di amore non si muore, si rinasce.

lettera di un detenuto brasiliano alla figlia appena nata
(agenda de"Il cammino della pace"Regione Campania 2002)

(trovato su questo blog. http://comevalavita.splinder.com/ )

siamo tutti in attesa di una rinascita...e vorrei che un'onda del mare avanzasse per ricoprire ciò che c'è stato di brutto nel mio passato e lo portasse al largo, dove non potesse più riaffiorare e tornare a fare male. perchè ora sto bene...è solo la paura che mi è rimasta nel cuore che mi perseguita.



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martedì, 25 settembre 2007 - In: poesia


Itaca

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sara` questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne' nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d'ogni sorta; piu' profumi inebrianti che puoi,
va in molte citta` egizie
impara una quantita` di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos'altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avra` deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.



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domenica, 27 maggio 2007 - In: musica, poesia, amore, donne, vita
amèlie


A Raphael Poulain non piace: pisciare accanto a qualcuno; sorprendere uno sguardo di disprezzo sui suoi sandali; uscire dall'acqua con il costume appiccicato addosso. A Raphael Poulain piace: strappare enormi pezzi di carta da parati; mettere in fila le sue scarpe e lucidarle con cura; svuotare la scatola degli attrezzi, pulirla bene e rimettere tutto a posto.

Ad Amandine Poulain non piace: avere le dita lessate quando fa il bagno; farsi sfiorare la mano da qualcuno che le sta antipatico; avere il segno del lenzuolo stampato sulla guancia la mattina. Ad Amandine Poulain piace: il costume dei pattinatori artistici in tv; far brillare il parquet con le pattine; svuotare la borsetta, pulirla bene e rimettere tutto a posto.

(…) (Amèlie Poulain) in compenso, coltiva un gusto particolare per i piccoli piaceri, tuffare la mano in un sacco di grano ... e far rimbalzare i sassi sulla superficie del canale Saint Martin ... oppure rompere la crosta della crème brülée con la punta del cucchiaio ...



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mercoledì, 23 maggio 2007 - In: poesia, amore, donne, vita
anche i duri hanno un cuore


TREDICI SPUNTI PER LA VITA
 

1.       Ti amo non per chi sei ma per chi sono io quando sono con te

 

2.      Nessuna persona merita le tue lacrime, e chi le merita sicuramente non ti farà piangere

3.     Il fatto che una persona non ti ami come tu vorresti non vuol dire che non ti ami con tutta se stessa

4.       Un vero amico è chi ti prende per la mano e ti tocca il cuore

5.       Il peggior modo di sentire la mancanza di qualcuno è esserci seduto accanto e sapere che non l'avrai mai

6.       Non smettere mai di sorridere, nemmeno quando sei triste, perché non sai mai chi potrebbe innamorarsi del tuo sorriso

7.       Forse per il mondo sei solo una persona, ma per qualche persona sei tutto il mondo

8.       Non passare il tempo con qualcuno che non sia disposto a passarlo con te

9.       Forse Dio vuole che tu conosca molte persone sbagliate prima di conoscere la persona giusta, in modo che, quando finalmente la conoscerai, tu sappia essere grato

10.    Non piangere perché qualcosa finisce; sorridi perché è accaduta

11.    Ci sarà sempre chi ti critica, l'unica cosa da fare è continuare ad avere fiducia, stando attento a chi darai fiducia due volte

12.    Cambia in una persona migliore e assicurati di sapere bene chi sei prima di conoscere qualcun'altro e aspettarti che questa persona sappia chi sei

13.    Non sforzarti tanto, le cose migliori accadono quando meno te le aspetti

 
GABRIEL GARCIA MARQUEZ
 


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sabato, 21 aprile 2007 - In: poesia, amore, donne, vita
principessa


C’era una volta un principessa…viveva in un castello in cui non voleva vivere, e ci stava solo perché i suoi genitori pensavano fosse il meglio per lei. Viveva circondata da persone che non avevano niente di meglio di quello che si trovava in quel castello, non frequentavano persone migliori che coloro che vivevano nel castello e impazzivano per qualsiasi piccolo accidente che poteva disturbare il quieto e tranquillo scorrere degli eventi del castello, scandito da orari ben precisi, sorrisi prestabiliti e frasi di circostanza.

La principessa un giorno incontrò un nugolo di polvere…vi entrò dentro e ci trovò un sacco di esserini minuscoli che le si intrufolarono nei capelli, nei vestiti e negli occhi. Ma non era un brutta sensazione: la principessa, infatti, si stava ricordando di parti del suo corpo lasciate assopite per molto, troppo tempo. Poi sentì una voce lontana…era gracchiante…era sicuramente la voce di una donna dai capelli neri. 

 

-Principessa, che cosa desidera?

-Vorrei sapere chi sono e dove sto andando. Vorrei sapere a cosa servo e dove arriverò.

-Che peccato, principessa…che peccato…perché qualsiasi cosa le dica, non le piacerà mai abbastanza di quanto potrà piacerle in futuro. Perché sa, principessa, si impara pian piano la subdola arte dell’accontentarsi: ogni giorno che passa si piega sempre più la testa, ogni giorno che passa ci si scorda di guardare le stelle per guardare dove si mettono i piedi. Ogni giorno che passa ci dimentichiamo di farci raccontare le favole e iniziamo a credere con sempre più convinzione e furore che tutte le bugie che ci raccontano abbiano una maggiore importanza. Ogni giorno che passa ci dimentichiamo di sorridere, principessa, e ci accontentiamo di alzare pigramente il sopracciglio. Ogni giorno che passa, principessa, guardiamo una volta in più l’orologio, come a contare quanto tempo ci manca alla morte con sempre maggior desiderio di arrivarci.

-Lei ha i capelli neri, vero?

-Certo, principessa…e come potrei non avere i capelli neri?

 

La principessa venne trasportata dalla nuvola di polvere di nuovo nel suo castello. Questa volta però aveva gli occhi pieni di lacrime, che iniziarono a solcarle il viso lasciandole intravedere la pelle rosea delle guance in contrasto con quella ancora grigia di pulviscolo e piccoli esserini. Che tristezza: tutti le chiesero perché era sporca e non perché piangeva. E più lei cercava di spiegare che quello sporco era l’unica cosa che l’aveva fatta stare bene, più gli altri abitanti del castello si impegnavano disperatamente nel pulirla, senza interessarsi che lei protestasse senza sosta.

Quando si accorse definitivamente del suo fallimento, iniziò a pensare: “adesso però sono bella pulita…tutti mi vorranno di nuovo accanto a sé.” Solo a quel punto riuscì ad afferrare che la donna coi capelli neri aveva ragione. L’accontentarsi della propria miseria è un’arte che si impara a poco a poco. Che peccato, principessa…

 



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sabato, 21 aprile 2007 - In: poesia, vita
orazio


Tu ne quaesieris, scire nefas, quem mihi, quem tibi
finem di dederint, Leuconoe, nec Babylonios
temptaris numeros. Vt melius, quidquid erit, pati,
seu pluris hiemes seu tribuit Iuppiter ultimam,
quae nunc oppositis debilitat pumicibus mare
Tyrrhenum! Sapias, uina liques et spatio breui
spem longam reseces. Dum loquimur, fugerit inuida
aetas. Carpe diem, quam minimum credula postero.

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sabato, 14 aprile 2007 - In: poesia, amore, vita, auguri
bambino


Chiudi gli occhi e pensa, bambino. Come immagini il tuo futuro?

No, spesso le cose non ti andranno come pensi. Anzi, spesso ti andranno così male che alla fine potranno solo che migliorare. Scoprirai che le persone che ti sono state a fianco per lungo tempo possono non essere amici, mentre potrai essere amico di una persona che hai appena conosciuto. Scoprirai che le strade non sono mai battute del tutto, scoprirai che dietro alle grandi soddisfazioni ci sono montagne di sacrifici. Scoprirai che l'amore non è per sempre, ma è un fiore che devi innaffiare e proteggere giorno per giorno.

No bambino, ora non piangere. Non devi avere paura. Non sarai mai davvero solo. Avrai sempre te stesso su cui contare. Bambino, scoprirai anche che la felicità, talvolta, è dietro l'angolo. Devi solo guardare in basso, verso le cose semplici, e vedrai spuntare i più bei fiori del mondo.

(also in http://pensierivagabondi.splinder.com/ )



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sabato, 14 aprile 2007 - In: poesia, amore, vita
parlavamo d'un bacio


"Parlavamo d'un..."

"bacio. Nè vedo in verità
perchè la vostra bocca sia così timorosa.
Se la parola è dolce, che sarà mai la cosa?
Irragionevol tema non vi turbi la mente:
poco fa non lasciaste quasi insensibilmente
l'arguto cinguettio per passar senza schianto
dal sorriso al sospiro e dal sospiro al pianto?
Ancora un poco, un poco solo ancora, vedrete:
non c'è dal pianto al bacio che un brivido..."

"Tacete !"

"Ma poi che cosa è un bacio? Un giuramento fatto
un poco più da presso, un più preciso patto,
una confessione che sigillar si vuole,
un apostrofo roseo messo tra le parole
<<t'amo>>; un segreto detto sulla bocca, un istante
d'infinito che ha il fruscio di un'ape tra le piante,
una comunione che ha gusto di fiore,
un mezzo di poteri respirare un po' il cuore
e assaporarsi l'anima a fior di labbra..."


Sono sbocciate le margherite nei prati...il cielo si fa sempre più azzurro e il sole sempre più caldo. Oggi ho fatto il mio primo pic nic primaverile in una delle piazze più splendide del mondo, insieme alla persona con cui sto meglio, che amo e che mi ama. Quando davvero un bacio significa qualcosa...quando fra le sue braccia ti senti al sicuro...quando non puoi chiedere nient'altro...direi che basta questo per sapere cos'è l'amore. Non c'è bisogno di un mare di parole, non c'è bisogno di gelosie, non c'è bisogno di regali. Basta un prato con le margherite.



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sabato, 07 aprile 2007 - In: musica, poesia, vita
Khorakhanè


KHORAKHANE' *
(A forza di essere vento)

Il cuore rallenta la testa cammina
in quel pozzo di piscio e cemento
a quel campo strappato dal vento
a forza di essere vento

Porto il nome di tutti i battesimi
ogni nome il sigillo di un lasciapassare
per un guado una terra una nuvola un canto
un diamante nascosto nel pane
per un solo dolcissimo umore del sangue
per la stessa ragione del viaggio viaggiare

Il cuore rallenta la testa cammina
in un buio di giostre in disuso
qualche rom sì è fermato italiano
come un rame a imbrunire su un muro

Saper leggere il libro del mondo
con parole cangianti e nessuna scrittura
nei sentieri costretti in un palmo di mano
i segreti che fanno paura
finché un uomo ti incontra e non si riconosce
e ogni terra si accende e si arrende la pace

I figli cadevano dal calendario
Yugoslavia Polonia Ungheria
i soldati prendevano tutti
e tutti buttavano via

E poi Mirka a San Giorgio** di maggio
tra le fiamme dei fiori a ridere a bere
e un sollievo di lacrime a invadere gli occhi
e dagli occhi cadere

Ora alzatevi spose bambine
che è venuto il tempo di andare
con le vene celesti dei polsi
anche oggi si va a caritare

E se questo vuol dire rubare
questo filo di pane tra miseria e fortuna
allo specchio di questa kampina***
ai miei occhi limpidi come un addio
lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca
il punto di vista di Dio

****
Cvava sero po tute          (poserò la testa sulla tua spalla)
i kerava                           (e farò)
jek sano ot mon               (un sogno di mare)
i taha jek iak kon kasta    (e domani un fuoco di legna)
vasu ti baro nebo              (perché l'aria azzurra)
avi ker                             (diventi casa)

Kon ovla so mutavla         (chi sarà a raccontare)
kon ovla                           (chi sarà)
ovla kon ascovi                (sarà chi rimane)
me gava palan ladi            (io seguirò questo migrare)
me gava                           (seguirò)
palan bura ot croiuti          (questa corrente di ali)


* Tribù rom di provenienza serbo-montenegrina
** Festa annuale del popolo rom nel sud della Francia
*** Baracca da campo dei rom
**** Traduzione in romanes di Giorgio Bozzecchi (rom harvato)


Testo: Fabrizio De Andrè e Ivano Fossati



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