politica | o0O Sono un Girasole O0o
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Il più bello dei mari è quello che non navigammo. Il piu' bello dei nostri figli non è ancora cresciuto. I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti. E quello che vorrei dirti di più bello non te l'ho ancora detto.

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mercoledì, 07 gennaio 2009 - In: politica, vita
Orrore


Vi preannuncio che fanno male al cuore, ma è vostro dovere vederle. Queste immagini valgono più di mille parole.

http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/bambini-gaza/1.html



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mercoledì, 29 ottobre 2008 - In: musica, politica
la canzone del maggio


Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre Millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credervi assolti
siete lo stesso coinvolti.

Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le pantere
ci mordevano il sedere
lasciandoci in buonafede
massacrare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c'eravate.

E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le "verità" della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se credete ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.


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mercoledì, 29 ottobre 2008 - In: politica, università
io la penso così


Incollo un commento che ho lasciato su un altro blog. Repetita iuvant.

Ahimè, l'adolescenza l'ho finita da un bel po'. Vivo fuori casa da tre anni e studio fisica all'università di Pisa con buoni risultati, quindi il mio cervello non è di certo in miniatura. Studio fisica medica: hai presente quei macchinari che permettono di diagnosticare tumori (PET, SPECT, mammografi ecc..), diagnosticare patologie (raggi X, ECG, EEC ecc...) e curare malattie (radioterapia ecc)? Ecco, io studio come svilupparle e farle funzionare. Peccato che me ne andrò via dall'Italia, come molti miei altri compagni di università, perchè qui non avrei futuro, mentre all'estero mi pagherebbero un sacco di soldi. Quando tutti quelli che ora acclamano la riforma avranno una qualsivoglia malattia e gli strumenti diagnostici scarseggeranno e saranno mal tarati, impedendo così il riconoscimento della malattia, pensino a questa legge e a tutto il bene che ha fatto all'Italia.
Sono scesa in piazza a fianco di professori di fama mondiale, ho uno striscione alla finestra che ricorda al mondo il mio no alla legge e il mio si all'università pubblica. Credo che ogni città, ogni studente, ogni professore dovrebbe mobilitarsi: distribuire volantini, organizzare manifestazioni e lezioni in piazza, appendere striscioni, parlare con i propri conoscenti di ciò che sta accadendo.
Fra poco l'Italia sarà l'ultima ruota del carro. Mi dispiace ricordare agli economisti che avranno poco su cui far economia, se smetterà la ricerca e lo sviluppo: quindi che non si nascondano dietro un dito. Il tempo è poco, ma la rabbia è tanta: ora ci sarà il referendum, bisogna fare una massiccia campagna informativa e abrogare questo schifo.



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martedì, 28 ottobre 2008 - In: politica, università
no alla legge 133


F.A.Q.
(frequently asked question)
domande ricorrenti su una legge e su una mobilitazione


- no alla legge 133 -

Contro cosa protestate, esattamente?
Protestiamo contro una legge dello stato, la 133/2008, approvata il 6 agosto 2008 come conversione in legge di un decreto presentato il 25 giugno.
In particolare, non accettiamo i contenuti degli articoli 16, 64, 66, che:
- introducono la facoltà di trasformazione delle università in fondazioni di diritto privato, sulla base della sola delibera dei Senati accademici, e con particolari agevolazioni sui trasferimenti immobiliari
- riducono di 1441 milioni di euro il Fondo di Finanziamento Ordinario dell'università
- vincolano le stabilizzazioni del personale a tempo indeterminato al 20% delle unita' cessate (pensionamenti) l'anno precedente (blocco del turn-over)
Al seguente indirizzo e' riportata una lettura piu' dettagliata della norma in questione, ad opera degli studenti di Pisa che lavorano presso il Polo Carmignani Occupato:
http://133.anche.no/wp-content/uploads/2008/10/dossier-1331.pdf

Ce l'avete con Tremonti, Gelmini, Berlusconi, il sistema o cos'altro?
Giulio Tremonti e' l'autore della norma, di natura finanziaria, oggetto della protesta.
Il ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, Mariastella Gelmini, pecca di non difendere da tagli secondo noi ingiustificati i settori di interesse del suo ministero. In piu' non da' ascolto alla contestazione insinuando scarsa informazione e partecipazione tra noi studenti, e giustifica con ragionamenti fumosi i provvedimenti del ministro del tesoro.
Silvio Berlusconi e' simbolo dell'esecutivo che opera queste trasformazioni in modo autoritario (con lo strumento del decreto), ed ignora la protesta suggerendo di stroncarla con l'ausilio della forza pubblica.
Anche Renato Brunetta, dalla sua posizione di ministro dell'innovazione e delle pubbliche amministrazioni [??], ha un suo ruolo nel definire la posizione del governo sull'universita': crede che stabilizzare i precari della ricerca sia come ucciderli!

Il governo dice che non siete informati. Ha ragione?
Abbiamo passato settimane a leggere la legge, i bilanci, le statistiche riguardanti l'universita' oggi e le trasformazioni imposte. Sono poco informati i parlamentari o gli esponenti del governo che, invece, usano come scusa informazioni ottenute esclusivamente da fonti giornalistiche, come la falsa notizia sull'esistenza di 37 corsi di laurea con 1 studente (equivoco dovuto al fatto che nelle tabelle ministeriali '1' equivale a dato non pervenuto!), peraltro poco inerente alla questione della 133.
Inoltre, come ad esempio in un intervista al Corriere della Sera del 27 ottobre, il ministro Gelmini cerca di viziare essa stessa l'informazione: "per l'università il 2009 non prevede particolari tagli". E' vero, non sono particolarmente grossi, ma noi la legge l'abbiamo letta, e sappiamo che dal 2010 in poi aumentano sostanzialmente!

Il governo dice che non tutti manifestano, e che quindi solo una minoranza appoggia la protesta. Sono tutti indifferenti o contrari alla protesta?
A queste scuse arroganti con cui veniamo ignorati rispondiamo invitando a leggere il sondaggio Demos & Pi svolto nei giorni 21-23 ottobre, riportato all'indirizzo http://www.demos.it/2008/pdf/scuola_27_10.pdf
In particolare alle proteste degli ultimi giorni
- il 5,7% ha partecipato;
- il 49,4% non ha partecipato ma e' d'accordo;
- il 38,4% non ha partecipato e non e' d'accordo.

Le vostre ragioni sono state dettate dalla sinistra? Dal PD?
Il nostro movimento e' nato spontaneamente, dapprima nelle singole facolta' e poi in un moto comune nato da un'assemblea di ateneo svoltasi, per ragioni di spazio, in Piazza dei Cavalieri. Le informazioni le abbiamo ottenute di prima mano, dai siti istituzionali delle camere, poiche' nelle prime fasi stampa e partiti non erano attivi sull'argomento.
Moltissimi di noi, indipendentemente dalla propria appartenenza politica, hanno partecipato alle mobilitazioni mossi dall'intimo bisogno di fare qualcosa contro una legge che e' stata letta, senza bisogno di mediazioni, come un'atto di distruzione dell'universita' pubblica, che sentiamo appartenerci.
Alcuni partiti e sindacati hanno appoggiato dall'esterno la nostra protesta ma non hanno direttamente collaborato alle nostre iniziative. L'impressione e', in effetti, che siano stati richamati sull'argomento proprio dalla nostra contestazione.
Come scrive Lucia Annunziata su La Stampa di lunedi' 27 ottobre, anche la manifestazione nazionale indetta dal Partito Democratico non era partecipata dagli studenti, ma solo da alcuni singoli tra essi "mescolati, senza insegne, tra i genitori e gli insegnanti". "Per uno studente intervistato da l'Unita': la politica e' un 'cappello', senza distinzioni, non piu' un aiuto naturale per chi protesta, ma addirittura un ostacolo".

Cosa c'entrate con le elementari? E con le medie superiori?
Genitori e personale della scuola di primo grado protestano contro un altro provvedimento del governo, in fase di ratifica parlamentare, che, all'interno di una poco sostanziale riforma, taglia personale e fondi per 8 miliardi alla prima fascia dell'istruzione pubblica.
Le proteste sono congiunte perche' si ravvisa un attacco simultaneo e verticale a tutto il sistema pubblico dell'istruzione!
Gli studenti delle scuole di secondo grado partecipano alla mobilitazione poiche' il problema dell'universita' intacca il loro futuro prossimo.

Non pensate che, in periodo di crisi, e' bene che tutti i settori perdano qualche finanziamento?
Al contrario, crediamo che quando l'economia ristagna, solo l'innovazione e la ricerca possono dare un'impulso decisivo per stimolare la ripresa: è proprio in questi tempi che gli investimenti nella ricerca dovrebbero essere aumentati!

Non pensate che il sistema universitario attuale sia cosi' corrotto da meritare i tagli?
Le componenti studentesche hanno sempre denunciato storture nell'amministrazione di bilancio delle universita'. Di tutti i vizi accumulati negli anni siamo stati e rimaniamo a conoscenza.
Tuttavia un sistema in difficolta' necessita di una riforma, e la legge 133 non lo e'. La legge semplicemente toglie fondi e personale all'universita', a tutti i settori indiscriminatamente: il che e' ben diverso da una redistribuzione, fosse anche basata sul merito.
Se il discorso fosse fatto sul sitema sanitario, anch'esso coinvlto in scandali negli ultimi anni, credete che la soluzione sarebbe privarsi definitivamente della sanita' pubblica, o comunque lesionarla gravemente con tagli di questa entita'?
Se il discorso fosse fatto sulle vostre famiglie, eliminereste indiscriminatamente parti funzionanti della vostra casa sol perche' la lavatrice non funziona?

Il blocco della didattica non e' un modo per i docenti di darvi la spalla in modo comodo?
I blocchi della didattica che hanno segnato le prime fasi della protesta sono stati utili a diffondere tramite iniziative ed assemblee l'informazione tra gli studenti, le altre componenti dell'universita' e del paese.
Un altro obiettivo di un provvedimento di questo genere sarebbe il risalto mediatico che avrebbero avuto piu' facolta' simultaneamente in blocco, in paralisi: una situazione che il governo non avrebbe potuto ignorare.
Ai docenti non e' stato chiesto il blocco come un atto di fiducia o di appoggio. Essi sono stati invitati a partecipare alle iniziative e a proporne di nuove, come solo alcuni hanno fatto; ma specialmente si e' chiesto che il blocco, per rappresentare un forte segnale politico, fosse corredato da uno sciopero.

Non cercate il sostegno delle istituzioni?

Dall'inizio della nostra mobilitazione noi studenti, insieme ai ricercatori precari e al personale tecnico amministrativo, abbiamo chiesto ai docenti strutturati di prendere posizione all'interno degli organi collegiali. I consigli di Facolta' e il Senato accademico convocati in seguito hanno tutti dichiarato la contrarieta' alla legge, o almeno in alcuni suoi punti, ma non hanno abbandonato il linguaggio diplomatico e non hanno accolto le richieste di atti forti e simbolici, come la minaccia di dimissioni dei presidi prima e del rettore poi, da estendere in seno alla CRUI.
La nostra mobilitazione va comunque avanti per strade parallele, ed abbiamo l'appoggio di singoli elementi del personale strutturato. Speriamo tuttora che gli organi utilizzino gli strumenti forti a loro disposizione per sbloccare la situazione sul ramo istituzionale.

Cosa potete fare, in sostanza?

Da un mese ormai lanciamo iniziative per sensibilizzare e informare la cittadinanza (lezioni in piazza, manifestazioni, ...), anche con azioni rappresentative di blocco (presidio in stazione, astensione dagli acquisti), per mostrare l'importanza degli studenti e delle universita' nel tessuto economico e sociale delle citta' e del paese.
Tavoli di lavoro partecipati da esperti in legge stanno valutando strade percorribili di opposizione giuridica, dalla legge di iniziativa popolare all'ipotesi di incostituzionalita' da far emergere in eventuali fasi di giudizio.


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venerdì, 10 ottobre 2008 - In: politica, università
dl 133


Fate girare questa lettera!
Inviatela ai contatti,mettetela sul blog,sui facebook...insomma ovunque possa essere letta!
 
L'università vi ringrazia.
 
 
******

Cari studenti, ricercatori, docenti e dipendenti delle università d'Italia,

A Pisa la legge 133 del ministro Tremonti (che taglia in tre anni del 20% i fondi alle università, blocca al 20% il turn-over, e del tutto le stabilizzazioni avviate negli anni passati), oltre che altre disposizioni del governo nella stessa linea politica (la chiusura delle SISS, la riforma della scuola), non sono passate inosservate come è successo per la stampa nazionale, e tutti i componenti dell'Università stanno organizzando la protesta.

Mercoledì 8 ottobre, si è svolta l'Assemblea generale di Ateneo, indetta da studenti, precari e tecnici amministrativi, inizialmente prevista presso un polo didattico (Polo Carmignani), e poi spostata in Piazza dei Cavalieri vista l'enorme ed inaspettata affluenza (fino a tre migliaia di persone)

Dopo una serie di interventi volti a contestare dalle fondamenta la legge Tremonti, l'assemblea si è indirizzata all'individuazione di forme di mobilitazione. Un'unità di fondo ha caratterizzato questa fase della discussione, ed è emersa la necessità urgente di bloccare con ogni mezzo il Dl Tremonti.

L'assemblea ha deliberato forme di protesta diverse ma convergenti, dal blocco della didattica a vari scioperi del personale tecnico-amministrativo e precario. Ma non si è fermata a ciò: ha infatti ritenuto di dover dare un segnale forte e immediato, decidendo l'occupazione della sala stampa del rettorato e del Polo didattico Carmignani.

La nostra protesta parte dal basso, senza sigle o quadri istituzionali; lo studente come tale è il suo soggetto politico.
E la protesta si è allargata anche ai quadri istituzionali, vedendo l'appoggio formale della facoltà di Scienze, e forme di protesta differenti (come il ritiro della disponibilità allo svolgimento dell'attività didattica non obbligatoria da lunedì e per una settimana) delle facoltà di Ingegneria e Lettere, e la stessa Scienze. Altri consigli staordinari si svolgeranno nei prossimi giorni.
Riteniamo con il nostro atto di poter collegare la protesta pisana a tutta Italia, sfruttando il ribollire di mobilitazioni in molte altre città universitarie.

E qui viene la nostra richiesta:

Moblitiamoci tutti, uniamo le forze!
Informate gli studenti e tutti coloro che sono, a vario titolo, parte delle vostre università. E dalle vostre assemblee fate partire azioni di protesta negli atenei e nelle facoltà.

Si auspica la partecipazione più ampia...Non abbiamo più tempo! Dobbiamo riconquistare il futuro che il dl Tremonti ci ha tolto!!



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venerdì, 19 settembre 2008 - In: politica
immigrati


e meno male che almeno abbiamo gli immigrati che si incazzano per gli omicidi di mafia. e meno male. se avessimo fatto noi il casino che stanno facendo loro, magari le cose sarebbero andate diversamente. cazzo, bravi.

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giovedì, 28 agosto 2008 - In: politica
i politici che ce l'hanno duro


eccoci qua, numquam non parati per l'ennesima puttanata del nostro ministro dell'Acqua del Po Umbertone L'Erba Grama Non Muore Mai Bossi. Oggi il sindaco di Bergamo ha deciso di far iniziare l'anno scolastico 2008-2009 ai giovani bergamaschi con l'alzabandiera e l'inno d'Italia. ok, tranqui, il patriottismo non è proprio uno dei valori nella mia top five ma siamo comunque italiani bla bla bla.

Eccheccazzo, possono dei giovani bergamaschi cantare l'inno di Roma ladrona impuniti, nel bel mezzo del Far Est padano? oh no, che non possono. E infatti ecco sorgere l'incomprensibile voce di Umbertone che chiede di lasciare perdere l'inno, che lui ha dimostrato di amare e rispettare con un simpaticissssimo gesto che nemmeno facevo alla elementari quando mi chiamavano quattrocchi, per rimpiazzarlo con la canzone di cui vi vado a riportare il testo, di cui prego i miei lettori bergamaschi o di quelle parti di inviarmi la traduzione, poichè smanio di imparare che cosa dovremo cantare ai prossimi mondiali di calcio:

NOTER DE BERGHEM
 
1. Noter de Berghem, de Berghem de sura
alla finestra, alla finestra.

Noter de Berghem, de Berghem de sura
alla finestra ghe dis ol "balcùn".
E che l'è la me ca che,
e che comande me che,
òi saì chi à e chi è che,
òi saì chi à e chi è che (2v)
so me 'l padrù.

2. Noter de Berghem, de Berghem de sura
a la furcheta, a la furcheta.
Noter de Berghem, de Berghem de sura
a la furcheta ghe dis" ol pirù".

3. Noter de Berghem, de Berghem de sura
al materasso, al materasso.
Noter de Berghem, de Berghem de sura
al materasso ghe dis "ol stremass".

4. Noter de Berghem, de Berghem de sura
a l'urinare, a l'urinare.
Noter de Berghem, de Berghem, de sura
a l'urinare ghe dis "ol bocàl".

(l'avete notato il verde padano????)....occazzo....mi sa che qualcosina l'ho capito.......secondo voi faccio in tempo a trasferirmi, chessò, agli antipodi??? bramo di sostituire l'inno d'italia con una simpatica canzone che ci illustra il dialetto bergamasco. però, nel frattempo, cerco di levarmi da questo paese di pazzi malati.



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mercoledì, 27 agosto 2008 - In: politica, vita
olimpiadi


le Olimpiadi...osssssi, ci è piaciuto un sacco vincere le medaglie, discutere sul nuovo taglio di Aldo Montano e sul bicipite di Antonio Rossi. Peccato che, proprio a fianco a noi, c'erano delle bambine di 11 anni che, davanti al mondo intero, sventolavano il loro passaporto con su scritto "16 anni" e vincevano la medaglia d'oro della ginnastica artistica.

C'erano monaci tibetani che venivano bombardati, piccole comunità etniche a cui viene impedito di fare figli se non con cinesi di Pechino, giocatori di basket nati dalla eugenetica, georgiani bombardati dai loro vicini di casa e 72 donne e bambini uccisi da un bombardamento americano in Afghanistan.

Molti, moltissimi anni fa, quando le popolazioni erano ancora rozze e incivili, quando Roma non era molto più che una manciata di case di pastori, gli eserciti piantavano le tende e riponevano le armi non appena iniziavano le Olimpiadi e il vincitore di una disciplina era trattato alla stregua di un dio. Adesso cosa è cambiato? Gli sportivi vanno all'isola dei famosi, per vincere una medaglia scatta la rincorsa al doping più efficace e meno visibile, il tibet viene dimenticato non appena spenti i riflettori e le bombe continuano a volare sulle teste di tutti noi.



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mercoledì, 09 luglio 2008 - In: politica
svizzeri


a me, questi svizzeri che fanno gli svizzeri fanno incazzare.

MA MI PUOI SPIEGARE PERCHE' NOI DOBBIAMO AVERE UN'OPPOSIZIONE LASSISTA E INDIFFERENTE?

l'amico svizzero dice che già stanno rompendo troppo le palle.

io, quasi quasi, proporrei l'estradizione.



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mercoledì, 09 luglio 2008 - In: politica
diffondeteli


http://it.youtube.com/watch?v=9ruOQgBRfaM

 

http://it.youtube.com/watch?v=DaydIGmZ-lQ

 

prima che questi porci oscurino anche questi, oltre che il sito della guzzanti, guardate questi video e diffondeteli. per favore, facciamo qualcosa, andiamo a bloccare questa merda in cui stiamo annegando.



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